2018年10月27日から2019年2月24日まで、
イタリア・スポレート市の美術館で濱田亨近作展を開催します。
以下はその案内です。

TORU HAMADA The discipline of constant doubt

edited by Gianluca Marziani and Italo Bergantini

We are pleased to announce the inauguration of the TORU HAMADA exhibition, scheduled for SATURDAY OCTOBER 27th at 12:00 in Spoleto at the Palazzo Collicola Arti Visive. The exhibition is organized by Gianluca Marziani and Italo Bergantini, in collaboration with Romberg Contemporanea. After the placement of one of his Carrara marble sculpture in front of the Teatro Nuovo in June, during the Festival dei Due Mondi, (Festival of the two worlds), today a large exhibition arrives that tells us about his poetic and inspired painting …

Toru Hamada's life resembles the elaborative cycle of his art. First of all, one feels the atavistic bond with Japan, ascribable to a state of being that privileges atmospheric silence, the firmness of his sight, the discipline between body and spirit. At the same time, one feels his second home in Europe, first in Pietrasanta and then in the French countryside of Saint-Lubin-de-la-Haye, two places of solid culture that have welcomed the man and the artist. Asia and Europe, two continents that today draw his adult conclusions in this Umbrian experience, in the heart of a Spoleto that has always conceived the harmony between distant worlds. Toru Hamada, during the summer of 2018, placed a sculpture in front of the Teatro Nuovo, in front of the first stage in the city of the Festival dei Due Mondi; a symbolic collocation that exalts the very soul of the work, its opening in white marble, that great atmospheric eye that connects the entrance of the theatre to the roofs of the ancient city. Today we are inside Palazzo Collicola Arti Visive, the contemporary art museum that embodies the hybrid propulsion of the visual arts. Here the pictorial works of a human and artistic journey stretch out, a bumpy and at the same time sinuous path, in the direction of what is possible and plausible, in the harmonious heart of a chromatic orchestra.

Toru Hamada molds himself onto the world like the shape of water: to adapt to its momentary paths, to the cycle he is elaborating, to the inspirations that guide him during a given period. This means not falling into the division between genres and themes but mixing citations and memories, recreating poetic matter, a pictorial humus that reasons like inspired biology. The whole arc of his career can be read in the "parental" ties between one cycle and the other, never in the separation of moments but always in the release between a first, a during and an after. Decades of work that show us an author now in metaphysical space and now outside specific time, slowly navigating in his idea of chaos to be ordered. Proceeding within the multiplicity of the present, within a stream of colours, elements, noises, smells ... it is here that the artist combines dystonic and dissonant forms, accumulating elements, sewing together unexpected and courageous dialogues, putting together what often could not live together. His is a holistic and Babel vision, a sort of continuous cycle in which he sometimes invents from scratch, other times he starts from a personal memory, while others he unites characters from different periods. Decades of pictorial work that simulate the complexity and heterogeneity of an existence, where the plurality of the painting reflects the very principle of human life.

The painting and the collagism of TH generate inner landscapes, labyrinths and intertwining of the soul, geographies of colour that flow like a river of pigments. The various thematic moments have a common denominator: they are pieces concluded in an ideal figurative pentagram, stratified compositions that reason like oceans of narrative colour. Within those colours events arise, sometimes human figures, faces, animals, objects, numbers ... everything is suspended, a silent flight within the thickness of colour, a sea of colour and lives, the scattered but not missing notes of a special observer,

The profound discipline of TH is revealed in the way the picture unites rather than disperses. Campiture, colours and contaminations seem to have a very high entropy: thinking and doing are so fused that gesture becomes is a continuous sewing of colours, a slow construction that reasons with engineering balance. You hear an inspired and melodious quid, a music in which the violence of gesture became the martial rite (Thai Chi) of arms in the air, cleaving the atmosphere with discipline and resoluteness. A sound that recalls the aurora borealis, a flood of poetic colours that, in reality, conceals a violent meteorology. Certain painting truly resembles the nature of the Planet: a melody of gestures and colours that hide the roughness and the drama, the passion and the fear, the courage and the patience. A double soul that arises from the controlling of movements but also from knowing when things should be left to chance, to the signs of destiny, to unexpected currents.

PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE
Piazza Collicola, 1 Spoleto

The exhibition finises Sunday 24th February 2018

www.toruhamada.com
Catalogue Romberg Edizioni

Press Office: Romberg Arte Contemporanea
Contact: Chiara T +39 334 710 5049 - artecontemporanea@romberg.it

Information: www.palazzocollicola.it
https://www.facebook.com/PALAZZOCOLLICOLA

Contact for Palazzo Collicola: info@palazzocollicola.it
Contact for Museum: ufficiostampa@sistemamuseo.it

LA DISCIPLINA DEL DUBBIO COSTANTE
Gianluca Marziani

La disciplina del dubbio costante… una frase che sembra il titolo di un film orientale ma che qui rivela l’attitudine complessa di Toru Hamada, la sua spinta metodica e rigorosa, il suo spirito empatico e rivelatorio, le sue idee e il modo di condurle.

Disciplina che coincide con la paziente elaborazione delle tecniche, con la costanza sentimentale e la qualità sensoriale, con il dinamismo armonioso dei gesti lenti, simili ad un Thai Chi che fende il quadro come pura trasparenza da carezzare. La disciplina di TH implica un legame fluido col mondo esterno, sorta di navigazione lenta e costante, in direzione del prossimo orizzonte, assecondando le onde, scoprendo isole, varcando soglie. Ogni pezzo diviene una barca che assorbe il ciclo della navigazione, un oggetto solido che trasporta sguardi, esperienze, emozioni, messaggi. Fateci caso, le opere di TH non hanno una geografia fisica d’appartenenza, al contrario diluiscono i confini perimetrali, dialogano con quelle venute prima e quelle create dopo, sono come gli oceani che accolgono il viaggio ma annullano qualsiasi varco o barriera. La disciplina di TH è figlia dell’acqua, la stessa scultura in marmo vive il paradosso di una leggerezza liquida, simile a gocce in forma solida, senza tensioni geometriche, senza fratture disarticolate.

Dubbio costante che coincide con la veggenza di orizzonti lontani, con la consapevolezza che essere artista sia uno stato metafisico e mai un obiettivo funzionale. Dubbio costante che elimina il traguardo definitivo a favore di tante tappe intermedie, una dopo l’altra, seguendo il ritmo della curiosità filosofica, del guardare sempre in avanti, della connessione con l’interezza del vivere.

La disciplina del dubbio costante è la frase che accompagna e racchiude il senso di Toru Hamada per l’arte visiva… un bellissimo esempio di viaggio mentale nelle molteplici nature del mondo esterno, dove l’artista è il viaggiatore simbolico che affronta l’oceano misterioso, in avanti verso le luci del prossimo faro, verso isole d’approdo, verso nature da scoprire. L’arte diventa così un ossigeno vitale: inspirazione per assorbire elementi del mondo, espirazione per restituire la forma simbolica che sia sintesi e metafora del mondo. Un respiro regolare, costante, senza le aritmie nevrotiche di certo occidente, senza l’isteria sincopata del mondo contemporaneo. TH ci sussurra una cosa fondamentale: che possiamo usare il meglio del nostro presente ma non subendo la dittatura tecnocratica, ricordandoci l’autonomia metafisica del mondo interiore, le esigenze primarie di un corpo sul Pianeta, alimentando i sostantivi della Bellezza universale e gli aggettivi della Potenza individuale.

Toru Hamada si plasma sul mondo come la forma dell’acqua: per adattarsi ai percorsi momentanei, al ciclo che sta elaborando, alle ispirazioni che lo guidano nel dato periodo. Questo significa non cadere nella divisione tra generi e tematiche ma mescolare citazioni e memorie, ricreando materia poetica, un humus pittorico che ragioni come una biologia ispirata. L’arco della carriera si legge nei legami “parentali” tra un ciclo e l’altro, mai nel distacco tra momenti ma sempre nel rilascio tra un prima, un durante e un dopo. Decenni di lavoro che raccontano un autore ora dentro lo spazio metafisico ora fuori dal tempo specifico, in lenta navigazione nella sua idea di caos da ordinare. Un procedere dentro la molteplicità del presente, dentro un profluvio di colori, elementi, rumori, odori… è qui che l’artista unisce forme distoniche e dissonanti, accumulando elementi, cucendo dialoghi inaspettati e coraggiosi, mettendo assieme ciò che spesso non potrebbe convivere. La sua è una visione olistica e babelica, sorta di ciclo continuo in cui talvolta inventa da zero, altre volte riparte da una personale memoria, altre ancora unisce caratteri di periodi diversi. Decenni di lavoro pittorico che simulano la complessità e l’eterogeneità di un’esistenza, dove la pluralità del quadro rispecchia il principio stesso della vita umana.

La disciplina di TH si rivela nel modo in cui il quadro unisce anziché disperdere. Campiture, colori e contaminazioni sembrano avere un’entropia altissima: pensare e fare sono talmente fusi da rendere il gesto una continua cucitura di colori, una costruzione lenta che ragiona con equilibrio ingegneristico. Mi accade con TH ciò che ho già vissuto con altri autori giapponesi, penso all’energia compressa del gruppo Gutai, alle esplosioni cromatiche di Shozo Shimamoto, alla tensione fluida di Hidetoshi Nagasawa. Le loro opere descrivono il risultato di un processo metodico, di una disciplina cadenzata, di una catarsi muscolare che raggiunge un apice espressivo. E’ evidente quanto il modo di pensare si trasformi in una maniera di agire, pensiero e azioni che vivono una fusione talmente pulita da rilasciare qualcosa di armonico, melodioso, in emozionante equilibrio. Davanti a TH ho sentito un quid ispirato e melodioso, una musica in cui la violenza del gesto diventava il rito marziale (Thai Chi) delle braccia nell’aria, a fendere l’atmosfera con disciplina e risolutezza. Una sonorità che mi ricorda l’aurora boreale, profluvio di colori poetici che cela, in realtà, una meteorologia violentissima. Certa pittura somiglia davvero alle natura del Pianeta: melodia di gesti e colori che nasconde asprezze e drammi, passione e paura, coraggio e pazienza. Una doppia anima che nasce dal controllo dei movimenti ma anche dal sapere quando va lasciato spazio al caso, ai segni del destino, alle correnti inaspettate.

INSPIRAZIONE e SCULTURA

Prendere ossigeno coincide con il comprimere l’idea in un blocco di materia solida. Per TH significa far coincidere la complessità con un volume asciutto, di estrema compattezza, semplice senza mai essere elementare. Il marmo è la materia elettiva, l’unica che offre morbidezza nella sua qualità minerale, la migliore per dare anima liquida ad un corpo solido. Le sculture finora prodotte ragionano come corpi interiori, geometrie spirituali che somigliano a moloch arcaici, volumi alieni, figure esoteriche. In realtà sono il doppio complementare dei quadri, un dialogo tra pieni e vuoti che nasconde e rivela ma dove non te lo aspetti, con senso metafisico e labirintico, in costante equilibrio tra natura naturans e artificio umano.

ESPIRAZIONE e PITTURA

Rilasciare ossigeno coincide con lo scarico catartico, un’azione liberatoria che vibra sulle superfici assorbenti. La pittura e il collagismo di TH generano paesaggi interiori, labirinti e intrecci dell’anima, geografie del colore che fluiscono come un fiume di pigmenti. I vari momenti tematici hanno un comune denominatore: sono brani conclusi in un ideale pentagramma figurativo, composizioni stratificate che ragionano come oceani di colore narrativo. Dentro quei colori nascono eventi, talvolta figure umane, volti, animali, oggetti, numeri… tutto è sospeso, un volo silenzioso negli spessori del colore, un mare cromatico di vite ed esperienze, appunti sparsi ma non dispersi di un osservatore speciale, figlio devoto del grande Novecento, con la testa e il cuore che carezzano Henri Matisse e Paul Klee.

La vita di TH somiglia al ciclo elaborativo della sua arte. Si sente, in primis, il legame atavico col Giappone, ascrivibile ad uno stato dell’essere che privilegia il silenzio atmosferico, la fermezza dello sguardo, la disciplina tra corpo e spirito. Al contempo, si sente la seconda patria in Europa, prima a Pietrasanta e poi nella campagna francese di Saint-Lubin-de-la-Haye, due luoghi di solida cultura che hanno accolto l’uomo e l’artista. Asia ed Europa, due continenti che oggi tirano le somme adulte in quest’esperienza umbra, nel cuore di una Spoleto che da sempre concepisce l’armonia tra mondi lontani. Toru Hamada, durante l’estate 2018, ha posizionato una scultura davanti al Teatro Nuovo, di fronte al primo palcoscenico nella città del Festival dei Due Mondi; una collocazione simbolica che esalta l’anima stessa dell’opera, la sua apertura nel marmo bianco, quel grande occhio atmosferico che connette l’ingresso del teatro ai tetti della città antica. Oggi siamo dentro Palazzo Collicola Arti Visive, il museo d’arte contemporanea che incarna la propulsione meticcia delle arti visive. Qui si distendono le opere pittoriche di un viaggio umano e artistico, un percorso accidentato e al contempo sinuoso, verso le direzioni del possibile e del plausibile, nel cuore armonico di un’orchestra cromatica. Un viaggio che, come ogni percorso d’avventura, necessita di un’isola in cui approdare per poi ripartire. Un peregrinare che si ferma per alcuni mesi a Spoleto, avvicinandosi idealmente al cuore della Collezione Collicola, ricreando dialoghi a distanza con gli autori esposti. Un lungo viaggio chiamato Toru Hamada: uomo; artista; amico; messaggero di viaggi mentali.

愛媛大学噴水彫刻除幕式のスピーチ

愛媛大学噴水彫刻除幕式のスピーチ

「このたびは愛媛大学の正門の所に私の噴水作品を制作する機会を与えてくださったことに心より深くお礼を申し上げます。

このお話をいただきまして、どのようなものを作るかという構想を得るために、まずこの場所に来てみました。来て見て強く感じたことが二つありました。ひとつは「水の匂い」もうひとつは「古代の響き」です。
そこで、私はこの作品のメインのテーマは「舟」しかも古代の舟、つまり「石舟」のようなものになるだろう、と考えたのです。

実際そのときにお伺いした話では、やはりこの場所は弥生時代の遺跡のあるところで、しかも豊富に水の湧く場所であるとのことでした。
ここの部分、あたかも私が素晴らしく研ぎ澄まされた感覚の持ち主であるかのように思えるところですが、実はそうです(笑)

ご依頼が<大学の構内に置く噴水彫刻>ということなので、わたしの感じからすると、よく公園などで見受けられる噴水のような「水を吹き上げるもの」ではどうしてもしっくりとはきません。大学のキャンパスにはふさわしくないと思うのです。
Fontaine=噴水(吹き上げる泉)つまりFontaine Jaillissanteではなくて、Source=湧水
(湧き出て溢れる泉)のほうがよりふさわしいと感じられました。
それは、こんこんと溢れる水に浮かぶような彫刻のイメージです。

それから、この場所の広さ、つまりグリーンプロムナードを含めた、広場全体の空間に対して、作品の大きさをどのくらいにするかということを考えました。
これだけの大きな空間に小さな作品では、作品が広場という空間に飲み込まれてしまって、どうしても貧相になってしまいます。かといってただ単に大きく作ればいいというものでもありません、重量だけでも大変なものになってしまい、運搬や設置の上で技術的、経済的な問題が起きてしまいます。
なぜならば制作はすべてフランスのアトリエで行い、仕上げたものを梱包して日本まで運んでこなければいけないのですから。

そこで、この空間に負けないだけの大きさを持ち且つ重量は安易に運搬できる重さのモノ
(とはいえ3点のうちで一番大きい作品は軽く3トンはあるのですが)をと考えていくうちに、自ずと「3点の作品からなる組作品」というアイデアが生まれたのです。
そうしてBassin(湧水盤)に3体の彫刻を水に浮かぶように並べ、そのBassinから溢れ出た水が、もうひとつ外側のBassinに流れ落ち、それが回って排水溝に流れる、というアイデアもそのとき生まれました。3点の組み作品にすることによって、石の色も材質も変化をつけて組み合わせることが可能になりました。

この組作品のタイトルは 「櫂持て、杖立てよ、鐸打ち鳴らせ」です。
これではまるで禅問答のようですね(笑)少し説明いたします。

中央の舟のような形の作品が、冒頭でお話したこの作品の主旋律となったテーマです。
舟=véhiculeは<運ぶもの>であり、それは時を越えて過去から未来へ、また此の地から彼の地へと何ものかを運ぶ手段です。愛媛大学のひとつの理念<知の共同体を築く>ための、知を運び共同体を拓いていく舟があります。しかし舟だけではなく実際にそれを漕ぐ意思こそが要るのです。それが「櫂を持て」ということなのです。

赤い石Red travertinの作品は大地から生み出された帆立貝をイメージしています。
サンチアゴ巡礼=St Jacque de compostelleのシンボルとして使われているホタテ貝は聖ヤコブの杖に此の貝がくくりつけられていたことに起因するといわれています。
そうしてサンチアゴへの巡礼の目的はまさに<古い自分を捨てて新しく再生」するためなのです。「サンチアゴ」はフランス語ではSaint Jacques de compostelle といいます。
このCompostelleは Campo stellaのことで、<星降る野>のことです。このキャンパスのなかに<夜空一面の星が降り注ぐような野原がある>とその情景をイメージするだけでも美しいと思うのです。
愛媛大学のもうひとつの理念<地域にあって輝く>には、自らの殻を破り、地域にいながらも無限に自由な世界で光輝けという願いが込められています。
その思いを常に掲げておく為に、この二つ目の作品を「杖を立てよ」と名づけたのです。

一番大きな縦型の作品は弥生時代に作られた銅鐸を彷彿させるように作りました。
愛媛大学の此の場所は弥生の遺跡のあるところです。此の時代に作られた銅鐸はそのころの共同体の所有物である祭器です。
三番目の大学の理念は<百年の伝統に学ぶ>です。大学の百年の叡知の蓄積に誇りを持ち高らかに此の宝鐸を打ち鳴らせてください。

それがこのタイトル「櫂持て、杖立てよ、鐸打ち鳴らせ」なのです。

先程、少し時間がありましたので柳沢学長のお部屋でお話をしました。
そのとき学長から『作品というものは、いつ完成したとわかるのですか。』というお尋ねがありました。私は、『それは自分で作ったものに自分が思わず感動してしまった時です。
そのとき作品は作者を超えて、作者の手を離れて自立するのです。』とお答えしました。
今朝久しぶりにここへ来て、この作品を見まして、また改めて感動いたしました(笑)

この作品は私のいままでの仕事の集大成とでもいうべきものです。
こんな機会を与えて下さった柳沢学長と愛媛大学にもう一度心からお礼申し上げます。
ありがとうございました。」

濱田亨

作業場風景 -Factory-

制作の秘密

ミウラート・ヴィレッジでは前回2007年に「変貌の軌跡」と題して、私のそれまでの約40年にわたる作品の軌跡を展示させていただきました。
今回は近年に制作した作品のみの近作展です。

しかしわずか3年間の仕事であるにもかかわらず、めまぐるしいほど作風が変転しています。そうしてこのように一堂に並べてみますと、作者の興味の変遷や、その制作の飛躍が俯瞰できて面白いのではないかと思いますがいかがでしょう。

ここでいきなり結論を書いてしまいますが、実は制作とは<納得できるいい作品を作ること>ではなく、<自分にも理由が分からないがなぜか面白いものを見つけ出して発酵させてゆく>ことなのです。それから、今回展示してある制作ノートの中にも「毀すことを懼れるな」「新しいものは毀すことから生まれる」などと繰り返し書いてあるように、いかに苦労の末に作り上げ、ようやく仕上がったものであろうとも、いささかの躊躇いも無く毅然と毀していかなければ、そこから新しいものは生まれてこないということなのです。しかし何十年と制作をし続けてきても、出来上がった作品を毀すのは本当に辛くて怖いことなので、いつもこうやって自らを叱咤鼓舞していなければなりません。

つまり制作とは、<自分にも理解できないが面白いもの>を飛躍発展させ作り上げ、それを次々に<惜しみなく毀してゆく>ことなのです。

これらの展示作品の殆ど全ては未発表で、直接フランスのアトリエからミウラート・ヴィレッジに運んできたばかりのものです。

会場は、絵と絵が激しくぶつかり合って、高い音をたてて響きあうように、少々ドラマティックに並べてありますが、実際アトリエで描いているときにもこんな風に作品を並べて、見比べながら制作をしているのです。
第三室は、アトリエを設えて公開制作をします。毎日制作をしますのでご興味のある方は是非ご来駕ください。ひとつの作品が出来上がるまでにどのような過程を経て、どのように生成してゆくかを逐一ご覧になっていただけると思います。
大型彫刻は我が家のアトリエを再現するように、庭にまとめて展示をしました。

私は松山の高校を出て上京し、その一年後に渡仏をしました。
フランスやイタリアに行ってからも、美術学校にも通わず、誰に師事もせず、どんな美術運動にも合流せず、ただただ自分の描きたいもの彫りたいものだけをひとりでひたすら四十数年間作り続けてきました。それは自分の作りたいものが自分だけの美の法則に則っていたからで、私は今でもそれを善しとしています。
流行に棹差さず、大勢に媚びず、美術界の傾向に靡かず、いやそれどころか敢えて時代に逆らうように、頑なに自分の信じるものだけを造ってきました。
自分の一生を賭けて作る作品ならばこそ、純粋に無垢な創造の歓びでなされなければならないと思うのです。人のこころを打つ作品は、まず自分のこころを揺さぶるものであるべきなのです。そのためには制作に於いて「戦略」や「妥協」「打算」があってはならないのです。
もし私の作品が少しでも皆さんの胸を打つとしたら、それはこれらが私の内に居る幼子のこころによって奏でられたからで、それがあなたの中にある柔軟な子供の部分に直截に訴えたからでしょう。そういう方にひとりでも巡り会えれば作家の幸せこれに勝るものはありません。こんな展覧会を企画してくださった当館にあらためて御礼申し上げます。
末尾になりましたが、大型彫刻の設置をしてくださった石材振興会の職人さんたち、第三室のアトリエを造ってくださったワイウッド・クラフトの皆さんにこころからお礼を申し上げます。

濱田亨

作業場風景 -Factory-

美術評論家 Victor VANOOSTEN

濱田の絵画に出会ったとき、まず目を瞠らせるものは、その色彩の密度である。
アトリエの高い壁には黄色や青、赤ピンク緑ホワイトなど、ところどころ黒で強調された色彩の塊が、自由に重ねられ、緊密・複雑に絡まり、キャンバスの上で輝きを競い合っている。
一瞥しただけでは平坦に見えるかもしれないが、それらの絵の表面では鮮やかな色彩が、重ね塗りや意表をつくコントラストによって巧みに呼応している。

濱田にとって絵画とは、ただ「思いに任せて次から次へと色面を並べて」いけば出来上がるというものではない。作者は全ての作品で、画面に生まれ出てきた形をまずは壊してゆくのだ。
マチエール(絵具)を何度も塗り重ねることで前の形が消され新しい形になる。それがまたさらに別のかたちへと作り直されてゆく。この<構築と破壊>という緊張からこそ、そのかたちが現れる以前には思いもよらなかった形が、まさに色彩そのものから生まれ出てくるのである。
濱田は形と色彩に関する昔からの問題を何度も繰り返し自問する。やがてmaskingという技法を用いることで色彩の重要さをより一層高らしめることを得たのである。
<異質の色面>を乱入させることによって秩序ある色彩構成に新鮮な驚きを与え、作品をまったく別なものにしてしまうのだ。
マチスがグワッシュで彩色された紙を切り抜いてパピエ・コレを行なったように、濱田はキャンバスの上にマスキングをして直接絵具を嵌め込んでかたちを取り出す。

そうして彼の制作とは<予定調和を目指して躊躇うことなくまっすぐに>描いていくことではないのだ。マチエールを加算することが重要なのではない、色彩の数多な可能性を活用しなければならない。
描くこととは逆の作業をすること、つまり既に描いたものの一部を削ぎ取るのである。このことで作品は益々生き生きと輝き、密度が増している。

濱田作品のもうひとつの特徴として、精力的に描かれた<線>の魅力が挙げられる。
キャンバスが地のまま白く残されていようが、あるいはさまざまな色に塗られていようが、これらの作品には走り回る描線や記号、作者自身が<殴り書き>と呼ぶところの天真爛漫なデッサンなどが描き込まれている。
鉛筆やオイルチョークで描かれたモチーフは、すばらしいカラリストの織りなす色彩の調べの中で響き渡り、穏やかな或いは鋭い動きによって画面を賑わせている。
濱田は全ての作品のなかにこの声を響かせ、驚かせる。
それは彼の存在の一番奥深いところから生まれた本能的な動作なのであろう。
そうしてこれらは非常に素早く描かれているので、固定観念や理性に囚われないでいられているのだ。
まったく新しい言語のこれらの記号を、濱田は毎回絵を描く度に生み出している。

なにが描かれているか分からないが故にこれらのかたちは想像力を掻き立てる。そうしてこの作家の予測できない行為によって、われわれの埋もれていた内的世界は目覚め、日の光を浴びることが出来るのだ。
彼特有の記号-écriture-を描くことで、濱田はすべての伝統的なカリグラフィや既成の言語、規格サイズのモチーフから彼自身を解放した。制作することによってまた自分が生まれ変わるという内的物語を紡ぎ出すのだ。

実際、これらの<殴り書き>は彼にとって赤子のデッサンに喩えられるものなのだ。
多くの大人が喜ぶように、幼児の絵はその稚拙さゆえに面白いのであるが、濱田は彼の作品の元気な色使いや天心爛漫な描き方にも拘らずそんな<稚気>を求めたりはしていない。
無心に黙って、あるいは驚きの声を立てながら、赤子が初めて白い紙にクレヨンで一本の線を引くときの感動こそを自分の作品に再現するのだ。
それは幼子が、常識に同化され、自由な表現力を損ない、ありきたりの事物を描くようになる前までにのみに許された、創造の永遠さが彼に訪れる魔法の瞬間である。

われわれの幼児期を特徴づけ、芸術のプリミティヴな在り方でもあるこの原初的な自由さを介して、濱田はまったく新しい世界や彼自身の生成の前段階であるようなかたちを生み出す創造に深い喜びを感じ取る。
果てしなく繰り返される驚きの源泉であるこの純粋で無償の喜びこそが、濱田芸術となぜそれがわれわれを感動させるのかを理解する鍵である。

彫刻家としても濱田は45年間の制作を続けてきた。

石の中にかたちが潜んでいる、それを鑿で削り研磨して取り出すのだ。
大理石を彫るときには石という素材に素直に従い、その中に溜まっているエネルギーに委ねればよい。

出来上がった作品の<幾何学的>な、或いは<生体を思わせるような>形は具体的に何かをあらわしているのではない。その抽象的な形そのものこそが、作者が直感的に仕事で具現化した世界の姿なのだ。
きれいに磨き上げられた部分と、粗いままでほとんど手を加えていない部分とが大きく白い大理石の上で有と無のコントラストを織りなしている。

何点かの作品は中が刳り貫かれて内的空間を誇示している。
濱田にとっては石を厳密に削ってきちんとしたフォルムを作ることより、作品の本質的な大きさや存在感、彫刻に与えられる<空間>そのもののほうに意味があるのだろう。
実際彼の彫刻は、静謐な庭で美しい光に煌めいているところを鑑賞するようなものでは決してない。
それらは、この自然に命を与え、われわれを取り囲む世界の原理を支配する<絶えることの無い運動>を永遠に続けているのだ。
つまり、濱田作品はわれわれに<触り見て感じる>ことを与えてくれる新しい形態の表現なのである。

現代の美術シーンは<美から得られる感動>から離れ、<アイロニカルなアプローチ>を好むようになってしまった。そんな中、その率直で素材を大切にする彼の制作はまったく<時代の動向>に逆らっているように見える。

濱田芸術は絵や彫刻を完成させること自体が目的ではないがゆえに、制作方法も順を追っては為されないのである。しかしそれによってこそ彼は、我々を感受性豊かな新しい感覚の世界へと導く重大な飛躍を手に入れ、なによりそこでこそ、この作家が本当に彼自身となりえるのだ。

作業場風景 -Factory-

商店街に大型彫刻を展示する意味

愛媛県美術館で去年の二月から三月末にかけて筆者の個展が開催されました。

総入場者数は五、七八七人。地方美術館における一現代作家の展覧会としては、なかなかの結果であったと思います。

その同じ時期に、松山市の大街道というアーケードに覆われた商店街に八点の大型彫刻を展示しました。
美術館や公園などの〈彫刻と予定調和のある空間〉ではないところに、御影石や大理石、鉄などの彫刻を並べ、雑多な空間のなかでそれらがどんなふうに見えるのかを知りたかったのです。
普段の生活では見ることもないような大きな作品を、ざわざわとした人混みの中にゴロリと置いたとき、一般のひとびとがどのように反応するのか、興味がありました。

巨大な石の塊には、素晴らしい存在感があります、われわれの魂を揺さぶる強い力に溢れています。それは、われわれが日頃ないがしろにしていた〈自然を畏れる心〉を蘇らせるものです。
ただ、この商店街は歓楽街にも隣接しているので、夜も更けると酔っぱらった若者たちが彫刻によじ登るのです。大きな石の魂に魅せられるのか、お酒が入って抑制がなくなると、高い所に登りたくなるのでしょうかね。一部始終、すべて監視カメラに写っておりました。
しかし、作者としては茫然と指を咥えているわけにもゆかず、一計を案じて以下のような文章を書いて作品の横に立てておきました。
「作者の言葉  中国、山西省で十五トンの黒御影石を切り出し、廈門(アモイ)の工場で制作をして、ここ大街道にこの作品を設置するまでには、何カ月もの月日と何十人もの人々の協力を必要としました。もしこの十トンの作品から少しでも心に触れるものを感じるならば、この上に登ったりしないでください。」
ですが、そのあとも相変わらず若者たちが彫刻の上に登っているようでしたからこの文章の効果はまるでなかったのでしょう。(笑)

またある週末、わざわざパリから私のコレクター氏が展覧会を見に松山まで来てくれました。商店街には「濱田亨展彫刻インスタレーション会場」の横断幕やら立て看板があります。ところがその日はたまたま、特別イベントのマジンガーZやら鉄人28号やら鉄腕アトム(すべて塩化ビニール製也)などが、堂々展示されていた時でした。 華々しく柵で囲われて、しかも監視員まで付いています。それはそれはたくさんのマニアたちがこのフィギュアを囲んで写真を撮りまくっています。
そこを通りかかったコレクター氏が、この熱心な(enthousiaste)群衆が私の作品に熱狂しているのだと思っても、彼を責めるわけにはいきますまい。
ひとごみをかき分けて覗いて見たときの驚きを、誠に残念ながら私はそこにいなかったので、味わうことができませんでした。

私の彫刻は、たくさんの自転車を立てかけられた中に埋もれていたそうでありました。

しかしある日、愛媛新聞に次のような投書がありました。
〈大街道商店街は校区内のためよく通るのだが、ここで松山市出身の彫刻家、濱田亨先生の作品展が開かれており、商店街の雰囲気が一変した。日常の中で毎日、芸術作品に触れあえる環境はまるでヨーロッパの国のようですてきだ。私は作品展がきっかけで先生の作品に興味を持ち、県美術館で開かれている「濱田亨展」を見に家族で出かけた。
カラフルでかわいらしくて、自由な雰囲気の作品は素晴らしく、私は大ファンになった。それからは、彫刻を目にするたびに「私も世界に羽ばたく人間になりたい!」と勇気をもらっている。中学生・以下略〉

わたしは、この少女一人のためだけにでも、この商店街で彫刻を展示して本当によかったと思いました。

上記は、[視覚の現場‐四季の綻び Vol 5]に寄稿した文章に加筆したものです。(作者)

2010年10月6日に、松山市中央公園に私の彫刻を設置させていただきました。
題して「帆を上げよ!」
以下はそのプレートです。

人にとって大事なものがある。そのひとつは<心の輝き>である。
素直で柔軟なこころを持っていれば、毎日が新鮮な驚きに満たされる。
毎日朝が来るのが待ち遠しくて、日々が小さな冒険に溢れている。

そうしてもう一つは〈自分の星を信じること>である。
自分の持っているすべてのもの、いやそれだけではなく、自分がこれから
手に入れるかもしれないであろうものをも、すべて賭けた一生に一度の大冒険。
自分の星をだけ信じて、未知の海原へ、さあ旅立て!
自分という船に、夢と勇気と自信だけ積み込んで、さあ準備はできた。

「帆を上げよ!」

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